Brevettare in UniTN
Il Regolamento brevetti d’Ateneo riconosce il proprio personale dipendente e non strutturato quale titolare di qualsiasi invenzione, nata da attività di ricerca che si è avvalsa anche di finanziamenti e/o attrezzature e strutture appartenenti all’Università e/o risorse economiche da essa amministrate.
Pertanto docenti, ricercatori, tecnici, amministrativi, collaboratori, contrattisti, dottorandi, assegnisti di ricerca, borsisti, studenti hanno diritto a presentare domanda di brevetto relativa all’invenzione a proprio nome e spese.
Tuttavia il personale dipendente è tenuto a:
- informare la Commissione Brevetti, entro 1 mese dal deposito della domanda di brevetto;
- garantire a Unitn il diritto di prelazione, in caso di vendita a terzi dei diritti brevettuali;
- riconoscere all’Ateneo il 30% dei canoni o dei proventi, derivanti dallo sfruttamento del brevetto stesso, dedotte le spese sostenute per il conseguimento e il mantenimento in vita del brevetto.
Per coprire le spese brevettuali l’inventore o il gruppo di inventori può utilizzare anche utili o margini su attività in conto terzi, condotte presso l’Università, di cui sia eventualmente beneficiario.
In alternativa, il personale dipendente, congiuntamente anche al personale non strutturato, può proporre a Unitn la cessione dei diritti patrimoniali della propria invenzione. In caso di accettazione, l’Ateneo presenta domanda di brevetto a proprio nome e spese, riconoscendo all’inventore o al gruppo di inventori, oltre che la paternità morale, il 70% dei canoni o comunque dei proventi derivanti dalla valorizzazione del brevetto.
Comunicare in merito a propri brevetti o proporre la cessione a Unitn



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