Dottorandi e proprietà intellettuale

Il dottorando può essere titolare di diritti di proprietà intellettuale sia sulle invenzioni brevettabili che sulle opere protette dal diritto d’autore, incluso il software. Vista la natura collaborativa della ricerca tali diritti sono spesso condivisi con una pluralità di altri ricercatori ed enti. In materia di proprietà intellettuale i principali riferimenti normativi in Italia sono:

  • il Codice per la Proprietà Industriale ossia il D.lgs 10 febbraio 2005 n. 30 (in particolare, per quanto concerne la titolarità, gli articoli 64 e 65);
  • la Legge sul diritto d’autore, legge 22 aprile 1941, n. 633.

Nel contesto della ricerca scientifica per determinare con esattezza quali siano i soggetti che detengono i diritti di sfruttamento economico delle invenzioni o opere è necessario considerare una pluralità di circostanze, tra cui:

  • la partecipazione a progetti di ricerca finanziata da soggetti terzi (ad esempio dall’Unione europea nel settimo programma quadro o in Horizon 2020) o altri soggetti, anche privati, nel caso di attività cosiddetta “conto terzi”;
  • la collaborazione (con) e/o il soggiorno presso altre università o centri di ricerca che spesso prevedono l’accettazione di clausole sulla proprietà intellettuale; 
  • le regole sui diritti di proprietà intellettuale previste da imprese o enti finanziatori;
  • le regole sui diritti di proprietà intellettuale previste nel bando di dottorato o in accordi collaterali, ove sia prevista una disciplina specifica di tali diritti.

Dottorandi, brevettazione ed esame finale

Il dottorando interessato a presentare una domanda di brevetto deve accertarsi che non sia stata effettuata alcuna divulgazione pubblica prima della presentazione della domanda stessa.
Nel caso in cui la procedura di deposito avvenga in corrispondenza dell'esame finale, il dottorando può proporre ai valutatori la sottoscrizione di un accordo di confidenzialità prima dell'invio della tesi.
L'esame finale costituisce divulgazione ed è quindi consigliabile completare la procedura di deposito prima che questo avvenga.

Assegnisti e proprietà intellettuale

L'assegnista di ricerca stipula con l'ateneo un contratto che normalmente regola anche la proprietà dei risultati di ricerca.
Di norma gli assegnisti coinvolti in progetti di ricerca finanziata trasferiscono tutti i diritti di proprietà collegati all'ateneo, in ottemperanza a quanto previsto dagli enti finanziatori nel bando.
E' importante verificare volta per volta la clausola sottoscritta nel contratto. 

Docenti e proprietà intellettuale

A norma di legge il professore universitario è titolare dei diritti relativi ad invenzioni brevettabili a meno che nella ricerca siano coinvolti finanziamenti di parte terza come contratti conto terzi, finanziamenti nazionali o internazionali (Horizon 2020). In quel caso la proprietà è dell'ateneo che è comunque tenuto a corrispondere una parte dei proventi all'inventore.
In particolare, si ricorda che, secondo quanto previsto dall'art.4 del regolamento Brevetti, gli inventori che presentano, singolarmente o in gruppo, domanda di brevetto a proprio nome sono tenuti a darne comunicazione scritta, entro 1 mese dal deposito della domanda di brevetto, alla Commissione Brevetti, di cui al seguente art. 8. L’inventore o il gruppo di inventori inoltre è tenuto a riconoscere all’Università una quota del 30% dei canoni o comunque dei proventi, derivanti dallo sfruttamento del brevetto stesso, dedotte le spese sostenute dall’inventore o dal gruppo di inventori per il conseguimento del brevetto e il suo mantenimento in vita.
Inoltre, qualora l’inventore decida di vendere a terzi i diritti brevettuali, all’Università spetterà il diritto di prelazione; a tal fine, l’inventore procederà a comunicare all’Università le offerte ricevute da terzi, entro 30 giorni dalla ricezione, precisando esattamente i corrispettivi, tutti i termini contrattuali, nonché l’identità dell’offerente. Qualora l’offerta dovesse contenere, anche solo in parte, una contropartita non espressa in termini pecuniari (quale, a titolo esemplificativo, in caso di conferimento dell’invenzione in società, permuta, donazione, etc.), le parti dovranno sottoporre l’invenzione alla valutazione di un terzo, nominato di comune accordo oppure su indicazione del Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Trento. Troverà applicazione, in quanto compatibile, la procedura di cui agli artt. 7 ss.  

La pagina Brevettazione offre ulteriori informazioni su questo punto.