Progetto sperimentale per l’accoglienza in Università di richiedenti asilo politico presenti in Trentino, a.a. 2015-2016

Il progetto nasce da una proposta della prorettrice alle politiche di equità e diversità, prof.ssa Barbara Poggio, sostenuta dal rettore, prof. Paolo Collini, con l’obiettivo di accogliere ed agevolare l’accesso al percorso universitario ad un gruppo selezionato di soggetti presenti sul territorio trentino che attualmente hanno lo status giuridico di richiedenti asilo politico e/o sono già in possesso di protezione internazionale, e che dispongono dei titoli di studio adatti per accedere all’università. Queste persone sono ora inserite chi nel progetto di accoglienza ordinaria SPRAR e chi nel progetto di accoglienza straordinaria allestito sulla base di un protocollo di intesa tra Provincia e Commissariato del Governo.

Il flusso massiccio dei richiedenti asilo arriva in Trentino nel corso 2014 a seguito dell’operazione Mare Nostrum e nell’ambito delle quote stabilite dallo Stato per ogni Regione/Provincia autonoma. Il progetto è attualmente gestito dall’unità operativa del Dipartimento Salute e Solidarietà Sociale Cinformi, con la collaborazione di svariate organizzazioni del privato sociale presenti sul territorio.

Tra le svariate esigenze a cui il progetto di accoglienza provinciale è chiamato a rispondere vi sono anche delle esigenze formative linguistiche e professionalizzanti per poter fare un primo inserimento nel contesto italiano. Tuttavia accanto a queste necessità, in presenza di soggetti con una maggior scolarizzazione, si possono evidenziare necessità di formazione a livello universitario.

Dato l'alto numero di richiedenti asilo e riconosciuti accolti in Trentino, già nel 2015 l’Università ha coinvolto il Cinformi ed alcuni enti del territorio, tra cui l’Opera Universitaria, per chiedere una collaborazione relativa ad alloggi e borse di studio per i giovani destinatari del progetto “richiedenti asilo all'Università”. Cinformi ha selezionato alcuni richiedenti asilo a cui proporre il progetto in base a criteri di competenza specifica (titoli di studio pregressi) e di merito (livello di adesione al progetto di accoglienza). A fine 2015 sono stati selezionati 5 ragazzi con i quali si è avviato un percorso di orientamento universitario.

Il progetto è coordinato per conto della prorettrice dalla dott.ssa Paola Bodio e coinvolge  vari uffici della Direzione didattica e servizi agli studenti facenti capo al dott. Paolo Zanei: il Servizio orientamento alla scelta universitaria nella persona della dott.ssa Laura Braico, la Divisione supporto alla didattica con la dott.ssa Micaela Bellu, il CLA per la parte relativa ai corsi di lingua italiana per stranieri, dott.ssa Daniela Paolino, la Divisione rapporti internazionali con la sua responsabile dott.ssa Grazia Callovini.

Partner di progetto è il Cinformi, facente capo al dott. Pierluigi La Spada, le cui referenti sono la dott.ssa Laura Stabili e la dott.ssa Patrizia Toss, che hanno seguito tutte le fasi di informazione, selezione e orientamento dei futuri studenti interessati.

Per l’Opera Universitaria, ha inizialmente collaborato il prof. Lodovico Zannini, referente per il servizio di mediazione culturale, il quale ha cessato la sua attività di servizio nell’aprile 2016, quindi il referente attuale è il direttore dott. Paolo Fontana.

Quello che si propone l’Ateneo in questa prima fase è di avviare un PROGETTO SPERIMENTALE che partirà nel secondo semestre dell’a.a. 2015-2016 con i 5 studenti selezionati: Islam proveniente dal Pakistan, Cheick dalla Costa d’Avorio, Christelle dal Camerun, Moussa dal Senegal e Lamin dal Gambia, e che ha i seguenti obiettivi:

  • Accompagnamento nella fase di orientamento alla scelta universitaria;
  • Valutazione dei titoli di studio stranieri per frequentare i corsi singoli e per la successiva iscrizione ai corsi di laurea nel prossimo anno accademico;
  • Esonero dal pagamento della quota di iscrizione ai corsi singoli e ai corsi di lingua italiana per stranieri;
  • Agevolazione per il superamento del test di ingresso ai corsi (tutti a numero programmato) definendo una sorta di “contingente progetto richiedenti asilo” in accordo con i vari dipartimenti;
  • Supporto e accompagnamento con il servizio di tutoraggio;
  • Supporto nella fase di iscrizione ai corsi di laurea del prossimo anno accademico e domanda di borsa di studio e posto alloggio presso l’Opera Universitaria.

Sono stati presi inoltre dei contatti con associazioni studentesche e associazioni del territorio per un coinvolgimento volontario degli studenti Unitn in attività di supporto e sostegno legato a competenze specifiche di studio (supporto legale, linguistico, informatico ed è così partito a giugno 2016 il progetto SuXr, studenti universitari per i rifugiati.

Anche Unisport è stato coinvolto nel progetto per valutare con Cinformi se ci sono possibilità per la creazione di opportunità di studio/lavoro in ambito sportivo per i richiedenti asilo.

Dopo questa prima fase sperimentale si vorrebbe strutturare il progetto per i prossimi anni accademici, dal momento che i numeri di persone accolte nella Provincia di Trento sono in crescita, e si può verosimilmente prevedere che aumenterà di pari passo la probabilità di ricevere persone con un alto livello di istruzione, che, se poste di fronte alla scelta, potrebbero risultare interessate a proseguire i propri studi sul territorio italiano.

In tal senso si propone alla PAT (Assessorato alla salute e politiche sociali, rappresentato dall’Assessore provinciale avv. Luca Zeni e Assessorato all'università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo, rappresentato dalla Assessora provinciale dott.ssa  Sara Ferrari) di stringere un protocollo d’Intesa con l'Ateneo trentino per l'a.a. 2016/2017 e i successivi, per poter garantire agli studenti candidati quest'anno al progetto di inserimento universitario presso l'Università di Trento una borsa di studio e alloggio per un tempo da concordarsi, per lo meno pari ad un ciclo triennale del percorso di studi universitari. Per l’a.a. 2017/2018 e i successivi si potrebbe poi pensare, alla luce del precedente, se rinnovare questa convenzione.

Foto di Bernardinatti (Press Office)