Dal 2015 un flusso crescente di rifugiati e migranti ha cercato di raggiungere l’Europa per richiedere asilo, a seguito delle varie situazioni di conflitto che hanno caratterizzato numerosi paesi dell’Asia e dell’Africa, dando luogo ad una situazione di emergenza umanitaria. 
  
Dato l'alto numero di richiedenti asilo e riconosciuti accolti anche in Trentino, l’università di Trento ha deciso di portare il proprio contributo, accogliendo e agevolando l’accesso al percorso universitario di un gruppo selezionato di soggetti presenti sul territorio trentino con lo status giuridico di richiedenti asilo politico e/o già in possesso di protezione internazionale, e che dispongono dei titoli di studio adatti per accedere all’università. 

Questa iniziativa è stata portata avanti in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Cinformi e l’Opera Universitaria che ha condotto alla predisposizione di un protocollo di intesa - tra l’Ateneo e l’assessorato alla salute e politiche sociali e l’assessorato all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento- per l'a.a. 2016/2017 e i successivi, per poter garantire a 5 studenti ogni anno l’inserimento universitario presso l'Università di Trento una borsa di studio e alloggio per un tempo da concordarsi, per lo meno pari ad un ciclo triennale del percorso di studi universitari

Il progetto è coordinato per conto della Prorettrice alle politiche di equità e diversità, prof.ssa Barbara Poggio, dalla dott.ssa Paola Bodio e coinvolge vari uffici della Direzione didattica e servizi agli studenti

  • il Servizio orientamento alla scelta universitaria;
  • la Divisione supporto alla didattica;
  • il CLA per la parte relativa ai corsi di lingua italiana per stranieri;
  • la Divisione rapporti internazionali.

L ’Ateneo ha avviato un progetto sperimentale nel secondo semestre dell’a.a. 2015-2016 con 5 studenti selezionati e che ha i seguenti obiettivi:

  • accompagnamento nella fase di orientamento alla scelta universitaria;
  • valutazione dei titoli di studio stranieri per frequentare i corsi singoli e per la successiva iscrizione ai corsi di laurea nel prossimo anno accademico;
  • esonero dal pagamento della quota di iscrizione ai corsi singoli e ai corsi di lingua italiana per stranieri;
  • agevolazione per il superamento del test di ingresso ai corsi (tutti a numero programmato) definendo una sorta di “contingente progetto richiedenti asilo” in accordo con i vari dipartimenti;
  • supporto e accompagnamento con il servizio di tutoraggio;
  • supporto nella fase di iscrizione ai corsi di laurea del prossimo anno accademico e domanda di borsa di studio e posto alloggio presso l’Opera Universitaria.

Accanto al progetto di accoglienza annuale di un gruppo di studenti e studentesse rifugiati o richiedenti asilo, sono emerse ulteriori iniziative su proposta degli studenti e del personale docente dell’ateneo. 

Progetto SuXr- Studenti Universitari per i rifugiati

Il progetto si inserisce nell’ambito delle azioni che l’Università degli Studi di Trento, in collaborazione con Cinformi e la Provincia autonoma di Trento, ha avviato con il nome “studenti richiedenti asilo in Università”, aventi lo scopo di agevolarne l’inserimento sociale attraverso l’interazione con l’Ateneo e i suoi studenti.

Accanto infatti al numero di arrivi è aumentato anche quello di persone, tra cui studenti, che si sono interessate e mobilitate in attività di volontariato rivolte a questa tipologia di immigrati. In questo contesto giocano un ruolo centrale le molte associazioni e cooperative che da vicino si occupano di tale fenomeno migratorio.

Una prima fase sperimentale del progetto è stata avviata nel mese di giugno 2016 che ha previsto un ciclo di incontri di approfondimento, cui è seguita l’attività di volontariato presso realtà del territorio provinciale. Sulla base di questa esperienza si è proceduto a portare a regime l’iniziativa. Dal 8 novembre 2017 al 11 dicembre 2017 è in programma un nuovo ciclo di incontri, più articolato. 

Le attività che i partecipanti potranno svolgere saranno concordate con le realtà associative e cooperative del territorio e terranno conto delle competenze specifiche degli studenti. Tra queste si segnalano: 

  • lezioni di informatica di base (nelle aule di UniTrento);
  • accompagnamento sul territorio;
  • attività sportiva;
  • conversazione e insegnamento della lingua italiana;
  • assistenza giuridica;
  • volontariato Tandem;
  • orientamento al lavoro;
  • sensibilizzazione nelle scuole;
  • organizzazione iniziative culturali.

Obiettivo primario del progetto è la sensibilizzazione degli studenti sul tema dei rifugiati e richiedenti asilo politico. Parallelamente il progetto mira ad avvicinare gli studenti al mondo del volontariato, anche in un’ottica di comprensione partecipata del fenomeno. Il progetto si propone inoltre come momento di incontro tra domanda-offerta nel settore del volontariato. Nella migliore delle ipotesi, si auspica che, al termine delle ore di attività previste dal progetto, ci possa essere, da parte degli studenti, un interessamento personale e un mantenimento di disponibilità verso le attività proposte dalle associazioni attive in questo settore del volontariato.

Associazioni coinvolte:

Alfabetizzazione informatica per i rifugiati

Il progetto si inserisce nell’ambito delle azioni che l’Università degli Studi di Trento, in collaborazione con Cinformi e la Provincia autonoma di Trento, ha avviato con il nome “studenti richiedenti asilo in Università”, aventi lo scopo di agevolarne l’inserimento sociale attraverso l’interazione con l’Ateneo e i suoi studenti. 

Il progetto informatica per i rifugiati, giunto alla quarta edizione, è promosso dalla Pro-Rettrice Prof.ssa Barbara Poggio e coordinato dal prof. Cristiano Vezzoni e dal collega Alberto Sanna, in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Anna Brugnolli, referente per Cinformi (PAT). 

Lo scopo del progetto è quello di fornire ai migranti, in particolare chi tra loro ha un basso livello di scolarizzazione, alcune competenze di informatica ("digital skills") utili per orientarsi nell'Italia di oggi. Gli argomenti dei corsi spaziano dalle principali componenti hardware di un personal computer alle funzionalità di base di un sistema operativo (file system e file management) fino all'utilizzo dei software più comuni (di scrittura, di navigazione su internet).

Il programma è costruito intorno alle esigenze di accessibilità degli studenti (per esempio con frequenti analogie tra PC e smartphone, per chi non ha accesso a un computer) e vuole stimolare il miglioramento delle capacità di astrazione per fornire strumenti per l'auto-apprendimento.

La scorsa edizione ha visto la partecipazione di circa 30 ragazzi e ragazze provenienti da diversi Paesi in stato di conflitto, ai quali al termine del corso è stato rilasciato un attestato di partecipazione. I corsi, articolati in due livelli -alfabetizzazione informatica e informatica di base- si svolgono a Trento presso il Dipartimento di Sociologia e a Rovereto presso il CIMeC / Palazzo Fedrigotti e vedono la partecipazione di numerosi studenti dell'Università in qualità di insegnanti e tutor.

Calendario lezioni:
Trento - Laboratorio 13 Dipartimento Sociologia

L'ultima edizione del corso si è tenuta:

  • tutti i martedì dalle 19.00 alle 20.30 dal 31 gennaio all'11 aprile 2017
  • tutti i lunedì dalle 19.00 alle 20.30 dal 13 febbraio all'8 maggio 2017

Le date della prossima edizione verranno pubblicate a breve.

Rovereto - Aula multimediale, Palazzo Fedrigotti

  • NUOVO! alfabetizzazione informatica (insegnante: Martina Puppi)
    tutti i martedì dalle 17.30 alle 19.00 dal 27 giugno al 25 luglio 2017

L'edizione precedente del corso si è tenuta:

  • informatica di base (insegnante: Martina Puppi): tutti i lunedì dalle 17.30 alle 19.00 dal 13 febbraio al 24 aprile 
  • alfabetizzazione informatica (insegnante: Rossella Vignola): tutti i giovedì dalle 17.30 alle 19.00 dal 16 febbraio al 20 aprile

Basketball: a world in a word

L'arrivo massiccio di rifugiati costituisce una delle principali sfide che l'Europa deve affrontare. Benché alloggio, vitto e istruzione rappresentino le priorità più urgenti, lo sport e l'attività fisica possono svolgere un ruolo importante per l'integrazione e il benessere dei rifugiati. 

In attuazione del progetto pilota "Promozione dell'attività fisica salutare in tutta Europa", promosso dall’Unione Europea per la promozione di misure e azioni per i rifugiati nel settore dell'HEPA- health enhancing physical activity - , Aquila Basket si pone l’obiettivo di costituire  una squadra di basket formata da persone provenienti da diversi paesi, uniti dalla passione per lo sport.

Partnership del progetto è l’Università degli studi di Trento che nell’ambito del progetto "Studenti universitari per i rifugiati (SuXr)" promuove il coinvolgimento degli studenti in attività di volontariato a favore dei richiedenti asilo/rifugiati presenti nella  provincia di Trento, con la collaborazione di CINFORMI e delle associazioni ATAS e Centro Astalli.

Già nella scorsa stagione sportiva Aquila Basket ha sviluppato un progetto per i rifugiati, denominato “One team, one world” che ha visto coinvolti circa 40 profughi che si sono allenati per otto mesi una volta a settimana: Aquila Basket ha messo a disposizione due propri allenatori e la presenza dei giocatori della propria prima squadra che sono stati testimonial importanti per motivare i profughi e per dare visibilità al progetto.

La squadra formata potrà partecipare a tornei con squadre di profughi di altre realtà universitarie italiane e incontrare squadre del settore giovanile  all’interno del territorio trentino.

Gli obiettivi del progetto sono diversi: 

  • migliorare le condizioni di benessere dei richiedenti asilo durante la loro permanenza a Trento, facendo vivere loro momenti di divertimento, socializzazione e integrazione;
  • rafforzare le relazioni tra i richiedenti asilo che provengono da Paesi diversi attraverso il lavoro di gruppo;
  • promuovere la loro integrazione all’interno della comunità trentina mettendoli in contatto con diversi soggetti del territorio (universitari, tifosi, allenatori, ecc.);
  • migliorare le loro competenze linguistiche attraverso la comunicazione con i volontari italiani che partecipano al progetto;
  • promuovere l’accesso alla pratica sportiva e fisica di una fascia debole altrimenti esclusa dai normali canali di accesso alla stessa.

Saranno coinvolti complessivamente nel progetto circa 100 rifugiati, in attività sportive attive o meno, di sensibilizzazione, formazione, informazione. Il nucleo centrale è costituito da quelli che comporranno la squadra, i quali svolgeranno un allenamento settimanale in palestra durante il quale si proporranno esercizi in cui sviluppare abilità sportive, linguistiche e facilitare l’interazione tra i richiedenti e i volontari. 

Ma ci sarà un gruppo di controllo coinvolto nell’attività di ricerca monitoraggio e altri ancora coinvolti negli aspetti comunicativi, formativi, sociali. Per quanto possibile, considerando che la pallacanestro è uno sport in cui le differenze atletiche tra i generi sono notevoli, si coinvolgeranno anche donne, sia rifugiate e richiedenti asilo (in particolare in azioni di supporto logistico degli allenamenti o negli eventi di incontro o come osservatrici partecipi), sia nel gruppo dei volontari che si andrà a costituire.

L’intera attività intende sensibilizzare il territorio alla problematica complessiva dell’integrazione dei migranti sfruttando il grande impatto mediatico dovuto alla gestione da parte di un club sportivo professionistico. 

Vedi anche:

L'italiano e le altre lingue dei rifugiati: seminario linguistico per corso di laurea magistrale

Quest'iniziativa nasce insieme alla programmazione di un seminario sull'apprendimento della lingua seconda, proposto nell'anno accademico 2016-17 per gli studenti e le studentesse dei corsi di laurea magistrale di Filologia e critica letteraria e di Letterature euroamericane, traduzione e critica letteraria del Dipartimento di Lettere e Filosofia. Lo scopo degli incontri è far conoscere a chi partecipa al seminario motivazioni e processi dell'apprendimento della L2 non solo mediante lo studio della letteratura specifica, ma anche attraverso l'incontro personale con chi - arrivato di recente a Trento come richiedente asilo- sta imparando l'italiano. 

Alla fine del 2016, grazie alla collaborazione con CINFORMI e con la Segreteria dei prorettori dell'Università di Trento, alcuni/e giovani richiedenti asilo si dichiarano disposti/e a essere coinvolti/e nell'iniziativa.

Il seminario, iniziato nel febbraio 2017 e da poco concluso, è stato organizzato in due parti: una parte comune per tutti/e i/le partecipanti e una parte riservata agli studenti e alle studentesse del corso di laurea magistrale e ai rifugiati e alle rifugiate che avevano accettato di aderire agli incontri linguistici. 

Per la parte comune è stato organizzato presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia un incontro di presentazione dei partecipanti e delle loro lingue di origine, e un incontro con la responsabile delle attività CINFORMI e con un'insegnante d'italiano presso la struttura per rifugiati di Marco. Inoltre, a tutti gli incontri del seminario hanno partecipato due volontari che conducono conversazioni in italiano con i rifugiati presso la struttura Fersina.

Pe la seconda parte del seminario, dopo l'abbinamento tra gli otto studenti e studentesse e gli otto rifugiati e rifugiate che avevano accettato di partecipare all'iniziativa, ciascuna coppia ha programmato una decina d'incontri, secondo uno schema in parte prefissato (stesura di una scheda sociolinguistica, raccolta di dati sulle lingue di origine dei rifugiati, trascrizione di un breve testo orale in italiano L2), e in parte libero (organizzazione di visite alla BUC, alla Biblioteca comunale, al Dipartimento; assegnazione di vari compiti linguistici per il riconoscimento del livello di italiano L2).

Grazie a questi incontri gli studenti e le studentesse hanno potuto sperimentare la diversità linguistica, il ruolo della motivazione per l'apprendimento linguistico, i diversi processi in gioco nell'acquisizione di lingue seconde (o terze), ma soprattutto hanno vissuto un rapporto in prima persona con chi si sta mettendo in gioco per ricominciare una nuova vita, anche imparando una nuova lingua. Ai rifugiati e alle rifugiate dà voce Tanhah, che in modo semplice e diretto ci dice "Sono contento di andare agli incontri linguistici."

Progetto CusCus

Il Progetto CusCus è un progetto basato sul volontariato ed è risultato tra i vincitori del bando Intrecci Possibili 2017, indetto dalla Fondazione Trentina del Volontariato Sociale e dal Centro Servizi Volontariato Trentino. Del progetto fanno parte diversi partner tra cui: Associazione Docenti Senza Frontiere Onlus, ATAS Onlus, CoderDolomiti, Impact Hub, Food Connects People, Collettivo PickMeUp.

CusCus vuole supportare i processi di integrazione, socializzazione ed empowerment dei migranti (ed in particolare delle donne) attraverso un potente mezzo culturale e comunitario: il cibo.
A tal fine, CusCus si serve di due strumenti altrettanto importanti per la creazione di opportunità e connessioni: le tecnologie digitali e l’imprenditorialità.
Si intende coinvolgere un gruppo di donne e uomini (migranti e non) in attività formative ed esperienziali che si intrecciano lungo percorsi culinari, tecnologici e di imprenditorialità creativa. 

È possibile partecipare all’iniziativa CusCus come corsisti o come volontari per supportare le attività di formazione alle tecnologie digitali di livello base e intermedio (moduli TED1 e TED2).

Per maggiori informazioni sul progetto CusCus, contattare i seguenti riferimenti:
Cell: +39 334 344 62 41
info [at] cuscus.org
www.cuscus.org
FB: CusCus Trento

Wikipedia4Refugees

Il Progetto Wikipedia4Refugees vede coinvolto un gruppo di richiedenti asilo ad alta scolarizzazione in un corso che ha l'obiettivo di aumentare le loro competenze informatiche tramite l'utilizzo attivo di Wikipedia.

I partecipanti, guidati da un gruppo di utenti esperti di Wikipedia provenienti da tutta Italia, tradurranno alcune voci dell'enciclopedia libera dall'italiano alle loro lingue di origine, in prevalenza africane e asiatiche.
Le voci tradotte spazieranno dalle norme del diritto internazionale in materia di protezione dei rifugiati ai temi di geografia e cultura locale ed educazione civica.

L'iniziativa, che ha ottenuto un finanziamento dalla prestigiosa Wikimedia Foundation, è sostenuta da Cinformi, che ha selezionato i partecipanti richiedenti asilo, e dall’Università di Trento, che mette a disposizione un laboratorio di informatica e supporto tecnico.
Il progetto si inserisce nel più ampio contesto di iniziative sostenute dall’Università per l’integrazione e l’accoglienza dei migranti.

Maggiori informazioni alla pagina del progetto