Diritto e cinema
Il problema del diritto è problema di ogni uomo e si pone quotidianamente a ciascuno di noi; forse perciò nel simbolizzarne i termini possiamo, ancor prima che ai dotti, ricorrere ai saggi e, ancor prima che agli studiosi, ai poeti. (Tullio Ascarelli)
Il progetto Diritto e Cinema nasce dall’osservazione che qualunque sistema giuridico non è per così dire autosufficiente («il discorso giuridico non è capace di reggersi autonomamente») ma è indissolubilmente legato a valori, principi, orientamenti imperanti nella società che lo esprime, in un momento storico determinato.
Anche il film, quindi, come modalità rappresentativa della realtà, può offrire un contributo alla conoscenza delle più intime strutture del fenomeno giuridico, quasi in guisa di singolare, atipica fonte di cognizione.
Una fonte di cognizione certo anomala ed atecnica, però attendibile e fondata: nei termini in cui fornisca un quadro, non esaustivo o tecnicamente ineccepibile, ma comunque sorretto da solide fondamenta in quanto riconducibile all’osservazione e al rispetto delle regole generali del sistema rappresentato.
Il film può a sua volta rivelare, come in uno specchio, la percezione sociale diffusa del diritto, il modo nel quale il diritto è “sentito”, vissuto o addirittura subito dalla collettività.
Il movimento di Law & Film (che pure conosce in Europa una diffusione assai più limitata) si pone sulla scia dell'indirizzo che va sotto il nome di Law & Literature, del quale segue in certo modo le orme, se non altro nei limiti in cui intende promuovere il superamento di partizioni e distinzioni disciplinari eccessivamente rigide per indagare i legami che corrono fra espressione artistica latamente intesa ed elaborazione, interpretazione e applicazione delle norme all’interno di un ordinamento dato.
Referenti: Prof.ssa Elisabetta Pederzini, Dott. Maurizio Cau



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