Un'eredità atzeca: la Danza dei Voladores nella Sierra Norte di Puebla (Messico)
"L'orizzonte sonoro del mondo antico: incontri di archeologia musicale" è un felice connubio tra archeologia e musica che da cinque anni si rinnova tra le vestigia ricche di fascino di Tridentum, l'antica Trento romana.
Si tratta di un avvincente viaggio alla scoperta delle radici della musica con l'intento di illuminare aspetti inediti delle culture antiche e allo stesso tempo di comprendere meglio gli orizzonti artistici di oggi. Nel corso degli anni l'iniziativa è andata sviluppandosi coinvolgendo numerosi e autorevoli studiosi (come Bella, Cassio, Castaldo, Ciarlantini, Hagel, Iannace, Lepore, Li Castro, Maniquet, Martinelli, Melini, Pappalardo, Restani, Rocconi, Roncador, Simini, Wallace).
L'iniziativa è realizzata dall'Associazione culturale ArcheoTrento in collaborazione con la Sopraintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento e il Conservatorio "F.A. Bonporti", con il patrocinio della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento.
Coordinatore scientifico è Roberto Melini, già docente di Archeologia musicale del mondo antico presso il Conservatorio e l'Università di Trento.
La partecipazione agli incontri è libera è gratuita.
8 febbraio 2012
ore 17.30
- I. Un'eredità atzeca: la Danza dei Voladores nella Sierra Norte di Puebla (Messico)
Relatore: Grazia Tuzi - Università di Valladolid
Nelle comunità Nahua, abitanti la Sierra Norte di Puebla (Messico), è ancora preticata l'antica Danza dei Voladores, eseguita da uomini che volteggiano acrobaticamente nell'aria grazie al supporto di un enorme palo rituale. Eredità di una cultura risalente a prima dell'arrivo degli Spagnoli, nel tempo quest'azione cerimoniale è divenuta strumento di affermazione d'identità e di orgoglio politico: la presenza di cospicue testimonianze iconografiche relative a questa danza negli antichi codici atzechi costituisce segno di un'importante continuità storica, mentre l'interpretazione delle implicite valenze simboliche offre legittimazione all'autenticità della cultura indigena. A livello metodologico, questo studio è una riflessione sulle potenzialità di una ricerca basata sull'interazione fra archeologia della musica ed etnomusicologia, fra lo studio dei dati materiali/iconografici/testuali antichi e la lettura antropologica di determinate manifestazioni coreografico/musicali ancora vive.
Prossimi appuntamenti:
- 29 febbraio 2012: L'assedio di Numanzia visto da un archeomusicologo: l'orizzonte sonoro della Penisola Iberica prima e dopo la conquista dei Romani
- 28 marzo 2012: La musica della Bibbia, del popolo ebraico e dell'antica terra di Palestina



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