Scholars at Risks (SAR) è una rete internazionale di università fondata nel 1999 per promuovere la libertà accademica e proteggere studiosi e studiose in pericolo di vita o il cui lavoro è seriamente compromesso. SAR fa parte del Network for Education and Academic Rights (NEAR) e dello Scholars Rescue Fund (SRF)-Institute of International Education (IIE). 

Nel 2019 si è costituita la sezione Italiana di Scholars at Risk. Scholars at Risk - Italy è una partnership che conta nel 2021 30 membri, tra università, istituti di ricerca e associazioni scientifiche operanti sul territorio nazionale.

L’Università di Trento ha aderito nel 2017 alla rete SAR. La referente è la prof.ssa Ester Gallo, Delegata alla Solidarietà Accademica e Internazionale, Co-coordinatrice di SAR Italia (2019-2023) e membro di SAR International Advisory Committee

Contatti:  ester.gallo [at] unitn.it, scholarsatrisk [at] unitn.it

SAR International

Scholars at Risks (SAR) è una rete internazionale di istituzioni universitarie fondata nel 1999 presso l’Università di Chicago con l’obiettivo di promuovere la libertà accademica e proteggere studiose/i in pericolo di vita o il cui lavoro di ricerca e insegnamento è severamente compromesso. Le due sedi centrali sono SAR-US presso la New York University e SAR-Europe presso Maynooth University (Irlanda). Nell’ultimo decennio un numero crescente di università è entrato a far parte di SAR International. Alla fine del 2020 la rete comprendeva 550 università/istituti di ricerca/associazioni in 42 paesi, concentrati soprattutto negli Stati Uniti, Canada ed Europa. Questa crescita manifesta l’interesse ed il supporto del mondo accademico verso la difesa di centinaia di studiosi/e in tutto il mondo, grazie a specifici programmi di protezione, a iniziative di sensibilizzazione e a programmi di formazione sull’importanza della libertà accademica e sulle conseguenze della sua violazione.
L’appartenenza a SAR richiede che l’università si impegni a rispettare il principio di libertà accademica, e che sottoscriva una quota annuale, che va da 1000$ (contributing membership) a 5000$ (sustaining membership). L’ateneo/istituto aderente deve nominare un/a delegato/a per l’università. L’adesione a SAR Internazionale comporta automaticamente l’adesione alle sezioni nazionali.

Le attività che la rete SAR porta avanti si articolano in tre aree di intervento principali: protezione, advocacy e ricerca e formazione.

Tra le pubblicazioni di rilievo (scaricabili gratuitamente) promosse o supportate da SAR International, ricordiamo:

Per futuri membri: Getting Involved.

SAR Italy 

Una sezione nazionale SAR è un insieme di atenei ed istituti di ricerca che operano in un determinato contesto nazionale e che collaborano attivamente per la protezione di studiosi/e in pericolo e la difesa della libertà accademica. Tale compito viene portato avanti in due modi principali.

Il primo concerne lo sviluppo di strategie di protezione negli atenei ospitanti - attraverso la creazione di borse di studio/contratti di ricerca di diversa tipologia - e di integrazione di studiosi/e in pericolo all’interno della comunità universitaria, permettendo loro di riprendere l’attività scientifica. Le sezioni nazionali agevolano lo scambio di buone pratiche e la condivisione delle difficoltà inerenti forme di protezione scientifica. Esse facilitano anche il dialogo con le istituzioni/organizzazioni nazionali e regionali al fine di incrementare le risorse necessarie a rendere sostenibili i progetti di protezione adottati dai singoli membri.  

Il secondo modo riguarda lo sviluppo di canali di comunicazione e collaborazione con altre sezioni nazionali presenti in Europa, Stati Uniti e Canada. Questo al fine di promuovere attività di protezione, 

advocacy e formazione sul tema della libertà accademica. Le sezioni nazionali (così come i singoli atenei) possono sviluppare legami con associazioni locali o internazionali, ad esempio con il Council for At-Risk Academics- CARA (Regno Unito), lo Scholars Rescue Fund (Stati Uniti), the New University in Exile Consortium (Stati Uniti), o il Threatened Scholars Integration Initiative (OSUN-TSI).

L’appartenenza ad una sezione nazionale agevola dunque la partecipazione del singolo ateneo o istituto di ricerca sia a livello nazione che internazionale. Nello specifico, tale partecipazione consente di:

(2a) Collaborare ad informare la comunità accademica, le istituzioni politiche e la società civile in merito alla violazione dell’autonomia universitaria e della libertà accademica nel mondo. Questa attività può essere portata avanti attraverso l’organizzazione congiunta di conferenze, seminari, o scuole estive/invernali.
(2b) Organizzare raccolte di fondi per istituire assegni di ricerca/contratti dedicati a studiosi/e in pericolo.
(2c) Partecipare ai progetti internazionali di monitoraggio sulla libertà accademica o che sviluppino strategie di accoglienza e inclusione a livello europeo. Ad esempio si veda il progetto Inspire Europe.
(2d) Sviluppare attività di formazione finalizzate a formare competenze all’interno degli atenei/istituti di ricerca ospitanti su come accogliere ed integrare studiosi/e in pericolo nella comunità accademica ospitante, anche con il coinvolgimento di studenti e studentesse.

La sezione italiana di Scholars at Risk si è costituita a Padova il 19 Febbraio 2019, dietro iniziativa dell’Università di Padova e dell’Università di Trento. Durante quell’occasione si è anche svolta la prima Assemblea Nazionale di SAR Italia, che ha raccolto la partecipazione di 14 atenei.  Scholars at Risk - Italy è arrivata a contare nel 2021 30 membri, che includono università, istituti di ricerca e associazioni scientifiche operanti sul territorio nazionale. Nel costituire SAR Italia, le strutture di governance delle università/istituti/associazioni aderenti, le/i docenti, le studentesse e gli studenti nonché tutto il personale, inviano un forte segnale di solidarietà a studiose/studiosi, a studentesse/studenti e alle istituzioni universitarie in generale che, nel mondo, si trovano in situazioni in cui la libertà accademica è ristretta, e le attività di ricerca, insegnamento e formazione represse. I principi costitutivi di SAR Italia riaffermano l’importanza della libertà di ricerca, insegnamento e studio come principio fondamentale non soltanto della comunità universitaria, ma anche dell’intera società civile. Nello specifico, i principi di SAR Italia fanno riferimento a:

  • Art. 33, co. 1°, della Costituzione Italiana, ove si riconosce la libertà di arte e scienza e del relativo insegnamento;
  • Art. 13 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, ai sensi del quale “le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata”;
  • Art. 15, co. 3°, del Patto Internazionale relativo ai Diritti Economici, Sociali e Culturali (1966), ove si enuncia l’impegno al rispetto della “libertà indispensabile per la ricerca scientifica e l’attività creativa”.

L’organizzazione di SAR - Italy si articola attorno ad un coordinamento nazionale e ad un comitato direttivo eletto.

Coordinamento (2019-2021; 2021-2023)
Università di Trento e Università di Padova

Membri del direttivo (2021-2023)
Scuola Normale Superiore, Università di Padova, Università di Roma ‘La Sapienza’, Università di Torino, Università di Trento, Università di Trieste.

Membri della rete nazionale SAR
Per conoscere gli aderenti alla rete nazionale di SAR, visita la pagina dedicata sul sito di SAR Italy

Durante l’assemblea annuale svoltasi a Trento l’11 dicembre 2019, e poi durante l’assemblea online tenutasi l’8 marzo 2021, si sono formati diversi gruppi di lavoro, al fine di sostenere l’operatività della rete:

  1. WG - Accoglienza e supporto. Coordinata da Carla Savastano (Università di Trieste). Mandato: Protezione e accoglienza di studiosi/e in pericolo e attività in favore di una loro inclusione all’interno della comunità accademica e nel territorio.
  2. WG - Rapporti istituzionali, sensibilizzazione e fundraising. Coordinato da Ester Gallo (Università di Trento). Mandato: instaurare/rafforzare i rapporti con le istituzioni pubbliche, le associazioni/organizzazioni no profit di pertinenza e le fondazioni private, a livello locale/regionale, nazionale ed europeo.
  3. WG - Advocacy. Coordinato da Claudia Padovani e Francesca Helm (Università di Padova). Mandato: advocacy per la promozione del principio della libertà accademica e per e la tutela della stessa in situazioni specifiche, che possono riguardare singole/i studiose/i, studenti/studentesse o realtà universitarie.
  4. WG - Eventi e Formazione. Coordinato da Lorenzo Bosi (Scuola Normale Superiore). Mandato: Organizzare eventi pubblici di dibattito e formazione come rete nazionale, in particolare: conferenza annuale, speaker series autunnale, tavole rotonde e seminari tematici.
  5. WG - Ricerca. Coordinato da Barbara Gagliardi (Università di Torino) e Amos Bertolacci (Scuola IMT Alti Studi Lucca). Mandato: favorire la riflessione scientifica a carattere interdisciplinare sul tema della libertà accademica.
  6. WG - Comunicazione (in via di definizione).

Lista membri board nazionale

application/pdfStatuto SAR(PDF | 325 KB)

SAR UniTrento

L’università di Trento ha aderito alla rete Scholars At Risk nel Novembre del 2017 ed è stata tra i principali promotori della creazione della sezione nazionale Scholars At Risk - Italia. Nel Febbraio del 2019, in occasione della prima assemblea nazionale, l’Ateneo trentino è stato eletto co-coordinatore della rete SAR Italia insieme all’Università di Padova, ed è rappresentato dalla prof.ssa Ester Gallo, docente di antropologia culturale e delegata del Rettore alla Solidarietà Accademica e Internazionale. Il co-coordinamento nazionale di Trento e Padova è stato confermato durante l’Assemblea Nazionale dell’8 Marzo 2021 (e fino al 2023). 

SAR UniTrento opera all’interno degli Uffici di Equità & Diversità ed in collaborazione con il Rettorato. Al fine di sviluppare ed implementare i progetti di protezione, advocacy e formazione in modo collegiale, è stato/a identificato/a un/a referente per ogni struttura accademica: 

Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (C3A): Dott. Marco Ciolli (marco.ciolli [at] unitn.it)
Centro Interdipartimentale Mente/Cervello CiMeC: Prof. Daniel Adams (daniel.adams [at] unitn.it)
Centro Interdipartimentale di Scienze Mediche Dott. Graziano Lolli (graziano.lolli [at] unitn.it)
Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata – CIBIO: Dott. Alessandro Romanel (alessandro.romanel [at] unitn.it)
Dipartimento di Economia:  Prof. Fabio Pieri (fabio.pieri [at] unitn.it)
Dipartimento di Fisica:  Prof.ssa Daniela Ascenzi (daniela.ascenzi [at] unitn.it)
Dipartimento di Giurisprudenza: Dott. Simone Penasa (simone.penasa [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica: Dott. Marco Ciolli (marco.ciolli [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria e scienza dell'informazione: Prof. Giacomo Oliveri (giacomo.oliveri [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria Industriale: Prof. Gian Domenico Sorarù (giandomenico.soraru [at] unitn.it)
Dipartimento di Lettere e Filosofia: Prof.ssa Giovanna Covi (giovanna.covi [at] unitn.it)
Dipartimento di Matematica: Prof. Roberto Pignatelli (roberto.pignatelli [at] unitn.it)
Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive: Prof.ssa Maria Paola Paladino (mariapaola.paladino [at] unitn.it)
Scuola di Studi Internazionali: Dott. Emanuele Massetti (emanuele.massetti [at] unitn.it)
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale: Prof.ssa Ester Gallo (ester.gallo [at] unitn.it

I referenti SAR collaborano con la delegata Ester Gallo al fine di programmare, promuovere e migliorare le attività di protezione, advocacy e formazione presso le strutture di afferenza, valutano le domande pervenute per i bandi SAR UniTrento-PAT, identificano il referente scientifico della/o studiosa/studioso in pericolo. Esse/i sono anche responsabili dell’inclusione scientifica di questi ultimi nella struttura di afferenza. 

La partecipazione dell’Università di Trento alla rete SAR si è rivelata un’opportunità importante di collaborazione con altri atenei e istituti di ricerca italiani e internazionali, rafforzando partnership già esistenti e creandone di nuove. Durante il biennio 2019-2021 come parte del coordinamento nazionale, l’Università di Trento ha avuto un ruolo centrale nella promozione della rete SAR a livello nazionale e nell’organizzazione di eventi ed iniziative che hanno l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul diritto alla libertà accademica.

Tra le collaborazioni a livello internazionale ricordiamo:

Tra le collaborazioni a livello nazionale ricordiamo:

  • La conferenza dei Rettori delle Università Italiane - CRUI.
  • La Rete delle Università per la Pace Runipace.
  • UNHCR ‘Manifesto dell’Università Inclusiva’. 

L’adesione alla rete SAR ha inoltre avuto delle significative implicazioni a livello provinciale e regionale, in quanto è diventata un’occasione per consolidare i rapporti con diverse realtà del territorio, dalle istituzioni politiche a vari esponenti della società civile, in coerenza con gli obiettivi di Terza Missione dell’Ateneo. La visione condivisa della libertà accademica come diritto fondamentale della nostra società ha portato l’Ateneo trentino a collaborare con diversi attori locali, tra i quali ricordiamo:

  • Provincia autonoma di Trento. Rispettivamente nel 2018 e nel 2021 l’Assessorato all’Istruzione, Università e Cultura della Provincia Autonoma di Trento ha stanziato fondi per co-finanziare insieme all’Ateneo i bandi SAR UniTrento (2019; 2022) per assegni di ricerca rivolti a studiosi/e in pericolo. 
  • CARITRO. Dal 2020, la CARITO supporta l’inserimento e la continuità scientifica di studiosi/e in pericolo vincitori dei bandi SAR Unitrento.
  • Consulta delle Fondazioni del Triveneto. Dal 2021 SAR UniTrento Trento insieme gli atenei del Triveneto che aderiscono a SAR Italia collabora con la Consulta al fine di istituire borse di ricerca cofinanziate rivolte a studiosi/e in pericolo.
  • Forum trentino per la pace e i diritti umani
  • Nodo Trentino della rete ‘In Difesa Di.

Protezione

Descrizione generale dei progetti di protezione

Una delle attività principali della rete SAR riguarda il supporto concreto a studiose e studiosi che non possono continuare la loro attività scientifica a causa di attacchi generalizzati o persecuzioni mirate. L’urgenza di intervenire in modo concreto su queste situazioni è evidenziata dall’ultimo Report “Free to Think”, pubblicato annualmente da Scholars at Risk: tra il 2019 e il 2020, sono stati registrati 341 attacchi alla comunità accademica in tutto il mondo, tra uccisioni, arresti, licenziamenti e limitazioni della libertà di movimento. SAR sottolinea come questo sia un numero in aumento negli ultimi anni. Solo nel 2020 SAR International ha ricevuto circa 640 richieste di supporto, riuscendo a rispondere attivamente soltanto a 130 attraverso borse temporanee in Europa (principalmente), Canada e Stati Uniti. Tale supporto viene dato attraverso l’istituzione di programmi di protezione temporanei - che vanno in media dai 12 ai 36 mesi - nella forma specifica di assegni di ricerca, borse di studio, contratti di lavoro autonomo o altre tipologie contrattuali.

Il progetto Protezione Temporanea per Studiose/i a Rischio SAR-UniTrento si colloca all’interno dell’Ufficio di Equità & Diversità ed in collaborazione con l’Ufficio del Rettorato. Quest’ultimo co-finanzia i bandi di Ateneo SAR, supportato da enti esterni fra cui la Provincia Autonoma di Trento, la Fondazione CARITRO e la Consulta delle Fondazioni del Triveneto.

Nell’agosto del 2019 l’Università di Trento ha aperto il primo bando nazionale rivolto a studiosi titolari/richiedenti protezione internazionale e/o in possesso di una certificazione SAR in qualità di ‘studiosi/e in pericolo’. Il bando unico di ateneo è stato aperto a tutti i settori disciplinari e prevede il conferimento di due assegni di ricerca per 12 mesi, rinnovabili per una seconda annualità. I vincitori del bando (e le loro famiglie) usufruiscono gratuitamente anche degli alloggi universitari per il periodo dell’assegno di ricerca.

Il bando 2019 ha ricevuto numerose candidature da studiosi in prevalenza del Medio-Oriente e dell’Africa Centrale e Occidentale. In base all’area disciplinare delle proposte ricevute, è stata creata una commissione interdipartimentale e interdisciplinare.

Nel conferire gli assegni di ricerca, la commissione ha tenuto conto dei titoli, del progetto di ricerca e del colloquio nonché della situazione di rischio delle candidate e dei candidati.

La prima studiosa vincitrice del bando 2019 è la dott.ssa Ghanya Al Naqeb, esperta in biochimica e scienze della nutrizione. Maggiori informazioni: Media; ESOF.   

Per motivi di sicurezza, i dettagli sul secondo studioso rimangono riservati.

Scheda Bando SAR UniTrento - PAT 2019 Bando Unico e Multidisciplinare di Ateneo
Criteri di accesso
  • Valutazione del curriculum scientifico - professionale e dei titoli presentati;
  • Valutazione comparativa del progetto di ricerca
  • Eventuale colloquio orale concernente la discussione del programma di ricerca e dei titoli, che può essere svolto in via telematica

Valutazione delle domande: Commissione interdipartimentale

Assegni di ricerca Numero di assegni: 2. Durata: Biennale (12 + 12 mesi)
Strutture accademiche coinvolte

Studioso 1: Dipartimento di Lettere & Filosofia;

Studiosa 2; Centro Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (C3A); Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica; Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO).

Uffici amministrativi coinvolti Rettorato; Ufficio Equità & Diversità; Ufficio Accoglienza.
Fonti di finanziamento Ateneo; Provincia Autonoma di Trento; Dipartimento di Lettere & Filosofia; C3A; DICAM; CIBIO.

Si prevede l’uscita della seconda edizione del bando nei primi mesi del 2022.

I progetti di protezione di UniTrento hanno fornito un’occasione importante di terza missione attraverso la collaborazione fra l’ateneo e le reti di organizzazioni/associazioni che operano a livello locale, nazionale ed internazionale. A livello locale il progetto SAR è parte integrante degli obiettivi di sviluppo della cultura della pace promossa dal Forum Trentino per la Pace, del Progetto Shelter Cities (Città Rifugio) Promosso Dal Nodo Trentino della Rete ‘In Difesa Di’ in collaborazione con la PAT ed il Comune di Trento, nonché del Centro per la Cooperazione Internazionale. SAR UniTrento collabora inoltre sia a livello provinciale che nazionale con associazioni/organizzazioni quali UNHCR, UNESCO e Amnesty International. SAR UniTrento ha organizzato numerose attività di sensibilizzazione della società civile trentina al tema della libertà accademica, dei diritti umani e dei rifugiati nel mondo universitario.

Obiettivi del programma di finanziamento 

Il progetto di protezione SAR UniTrento mira ad individuare gli elementi costitutivi di un programma di accoglienza nel breve-medio periodo che valorizzi le potenzialità scientifiche di studiose e studiosi in esilio attraverso processi di inclusione nella comunità universitaria trentina e italiana, ed in dialogo con la comunità scientifica internazionale. Esso muove dal presupposto che la solidarietà verso studiose/studiosi in pericolo costituisca un elemento fondamentale del principio di libertà accademica e che debba rivestire una rinnovata centralità nei programmi di terza missione e internazionalizzazione del nostro ateneo e dell’università italiana.

Il progetto di protezione SAR UniTrento consente alla/o studiosa/o di riprendere e portare avanti il proprio lavoro di ricerca in un contesto sicuro e instaurando relazioni proficue con la comunità accademica trentina, nazionale ed internazionale. Allo stesso tempo, il programma vuole essere un’opportunità - per l’Ateneo, il territorio trentino e la più ampia rete di SAR Italia - di venire in contatto con prospettive di ricerca, insegnamento e di dibattito pubblico plurali e spesso nuove, e di promuovere percorsi di riflessione e sensibilizzazione sull’importanza della libertà accademica e sulle cause/conseguenze della sua violazione in specifiche aree geopolitiche.

La prima esperienza di inclusione di studiose/i in pericolo nel nostro ateneo, iniziata a Gennaio 2020 ed attualmente in corso, si è rivelata molto positiva dal punto di vista dell'arricchimento scientifico portato dalle studiose/i SAR presenti nel nostro ateneo attraverso le loro attività di insegnamento, ricerca e dibattito. Tale esperienza ha anche dimostrato una partecipazione attiva, una volontà di coinvolgimento e di inclusione scientifica importante da parte delle strutture accademiche dell’ateneo, nonché un costante supporto dal personale amministrativo.  

Criteri di valutazione del rischio 

Il bando SAR 2019 UniTrento ha valutato la situazione di rischio della/dello studiosa/o seguendo i seguenti criteri:

  1. Possesso dello status di rifugiato in Italia o in un paese membro dell’Unione Europea;
  2. Riconoscimento del diritto di protezione sussidiaria in Italia o in un paese membro dell’Unione Europea;
  3. Richiesta di asilo o di protezione sussidiaria in Italia o in un paese membro dell’Unione Europea, e di essere riconosciuto come ‘studioso a rischio’ da SAR (SAR-status);
  4. Presenza in Italia o in un paese membro dell’Unione Europea e di essere riconosciuto come ‘studioso a rischio’ da SAR;
  5. Residenza in paesi non membri dell’Unione Europea e di essere riconosciuto come ‘studioso a rischio’ da SAR.

Il nostro ateneo NON rilascia certificazioni di rischio, ma si affida ad organizzazioni internazionali competenti, quali SAR (Application for Assistance), il Council for at-risk Academics - CARA (Get Support) o lo Scholars Rescue Fund - SRF (Eligibility Criteria). Nell’accogliere le richieste di protezione - e nel mettere successivamente in contatto potenziali candidati con gli atenei interessati - Scholars at Risk fa una valutazione della situazione di rischio effettivo dello studioso o della studiosa. La procedura tiene conto della seguente documentazione:

  • Valutazione della situazione relativa alla libertà accademica nel paese di origine o di impiego del richiedente, anche attraverso i media, il SAR Academic Freedom Monitoring Project e l’Academic Freedom Index.
  • Valutazione delle dichiarazioni dirette dello/al studioso/a interessato/a;
  • Richiesta di due lettere di referenza in grado di attestare la reale situazione di rischio della richiedente;
  • Eventuale intervista con la/il richiedente;
  • Richiesta e valutazione di documenti integrativi a supporto di quanto sopra, ad esempio atti giudiziari, lettere di licenziamento, report della polizia.

Per quanto riguarda l’aspetto accademico, SAR raccoglie informazioni in merito al CV dello/a studioso/a, la lista delle pubblicazioni e le esperienze professionali all’interno degli ambienti universitari.

Modelli e strategie di protezione (altri atenei)

I progetti di protezione SAR UniTrento si pongono in linea di continuità con quelli sviluppati da altri atenei e poli nazionali in Europa, Regno Unito e negli Stati Uniti.

A livello nazionale, dal 2018 gli atenei che hanno attivato programmi di protezione temporanea sono stati: l’Università di Padova (info), la Scuola Normale Superiore (info), l’Università di Milano Statale, la Scuola Sant’Anna di Pisa e l’Università di Roma ‘La Sapienza’. A partire da queste esperienze - e grazie al lavoro di coordinamento del gruppo di lavoro ‘WG Accoglienza e Supporto’ coordinato da Carla Savastano dell’Università di Trieste - SAR Italia ha elaborato un Vademecum dell’Accoglienza. Il documento vuole fornire delle linee guida che agevoli l’inclusione di studiose/i che entrano nei programmi di protezione.

A livello internazionale, esistono attualmente importanti programmi nazionali di protezione rivolti ad studiosi/e in pericolo. Alcune sono promosse attraverso un co-finanziamento da parte di enti pubblici e privati (Francia, Germania e Finlandia), altre attraverso organizzazioni private (US e UK). I principali programmi sono i seguenti:

  • Programma Philipp Schwartz (PSI) e Alexander von Humboldt Foundation (AvH) in Germania, con la Fondazione Rosa Luxemburg;
  • Programma PAUSE (Programme d'aide aux Universitaires et Scientifiques en Exil) in Francia;
  • Programma EDUFI in Finlandia;
  • Programma CARA (Council for At Risk Academics) nel Regno Unito;
  • Progetto Scholars Rescue Fund, istituito nel 2002 da Institute for International Education (SRF-IIE).

A partire dall’esperienza accumulata in materia di protezione e ospitalità, Informazioni aggiuntive sono disponibili nella seguente pubblicazione: How to Host.

Accoglienza, monitoraggio e ccompagnamento

Ogni persona accolta all’interno del progetto SAR viene affiancata in primo luogo da il/la coordinatore/ce del progetto SAR per l’ateneo e il/la referente SAR della struttura accademica coinvolta. Queste due figure si occupano di supportare lo/la studiosa nella comunicazione con gli uffici dell’ataeneo, nell’espletamento del lavoro burocratico necessario all’inserimento nella realtà ospitante e nel contesto locale, in costante collaborazione con l’Ufficio Accoglienza.

La terza figura coinvolta è quella del mentore scientifico (tutor), scelta sulla base di affinità di interesse disciplinare e di ricerca.

Queste tre figure sono anche responsabili di discutere con la/lo studiosa/o in merito a specifiche necessità legate alla tutela della privacy e della sicurezza, che includono anche l'opportunità di pubblicizzare come ‘SAR’ attività di natura scientifica o di terza missione. Per maggiori dettagli su mentoring/tutela si veda il Vademecum SAR Italia 2021 (Sezioni: Mentoring Accademico; Privacy/Sicurezza). 

Advocacy

Una secondo campo di attività promosso da SAR International e SAr Italy è quello di advocacy per la libertà accademica. Quest’ultima è intesa come un processo che mira a sensibilizzare la comunità universitaria, le istituzioni politiche e la società civile in merito a casi di violazioni contro il mondo accademico, e che coinvolgono studenti/sse, studiose/i o personale amministrativo singolarmente e/o collettivamente.

Al fine di promuovere strategie di advocacy in supporto della difesa della libertà accademica, SAR International promuove alcune attività, che i singoli atenei possono sviluppare individualmente, congiuntamente con altri atenei all’interno del proprio polo nazionale (SAR Italia) i in dialogo con altri poli nazionali europei, statunitensi o canadesi:

Il lavoro di advocacy di SAR è supportato a livello europeo dallo European Coordinating Committee for Academic Freedom Advocacy che porta avanti alcuni tipi di azioni in difesa della libertà accademica, con l’obiettivo di andare al di là dell’ambiente accademico per rafforzare collaborazioni con attori diversi a livello europeo e aumentare l’efficacia delle campagne di advocacy. In particolare, si vuole:

  • Tenere informati i policy makers a livello europeo su ciò che concerne la libertà accademica;
  • Espandere e coordinare le iniziative di advocacy tra i vari attori europei;
  • Aumentare la partecipazione dall’Europa Centrale, Meridionale e Orientale.

All’interno di questo contesto, l'Università di Trento porta avanti diverse iniziative di advocacy a favore della libertà accademica, allo scopo di mantenere alta l’attenzione delle istituzioni politiche e della società civile su queste tematiche. Le principali attività di advocacy promosse dall’Università di Trento sono lo svolgimento di Students Advocacy Seminars, l’adesione a campagne e petizioni e il co-coordinamento di summer schools

Students Advocacy Seminars

Si tratta di seminari rivolti agli studenti e le studentesse universitari - sia di triennale sia di magistrale provenienti da diversi settori disciplinari quali scienze sociali, studi umanistici e STEM - organizzati dagli atenei aderenti alla rete SAR con il supporto di SAR International, che hanno l’obiettivo di fornire ai partecipanti delle competenze specifiche di advocacy, di leadership e di ricerca nell’ambito dei diritti umani. Ciò viene sviluppato attraverso il coinvolgimento diretto di studenti e studentesse nell’analisi di un caso studio di uno/a studioso/a in pericolo e nella successiva creazione di una campagna di advocacy in suo favore.

Nel periodo tra Marzo e Giugno 2019, l’Università degli Studi di Trento ha organizzato il primo SAR Students Advocacy Seminar in Italia e ha visto la partecipazione di studenti del corso di laurea in Studi Internazionali e il supporto del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale. Il seminario ha visto gli studenti Pietro Carra, Ion Foltea, Francesca Ongaro, Federica Tagliavini e Clelia Zardini impegnati in una campagna di advocacy a favore della studentessa nicaraguense Amaya Eva Coppens.

Campagne e petizioni di advocacy 

In quanto membro della rete SAR, l’Università di Trento si impegna a difendere la libertà accademica aderendo pubblicamente a campagne di advocacy organizzate dalla rete nazionale e internazionale a favore di studiosi/e e studenti/esse in pericolo a causa della loro attività di ricerca. L’obiettivo di queste iniziative è quello di dare visibilità a situazioni di violazione della libertà accademica spesso ignorate e di fare pressioni sulle istituzioni competenti affinché i diritti dei soggetti coinvolti vengano rispettati.

Ad oggi, le iniziative sostenute dal Rettore dell’Università di Trento sono:

  • La petizione in supporto del Prof. Ahmadreza Djalali (attualmente detenuto in Iran; lettera firmata l’11 gennaio 2018);
  • La lettera in appoggio di accademici e studenti cinesi processati e detenuti a causa della loro partecipazione al movimento per la democratizzazione di Hong Kong Occupy Central with Love and Peace (lettera firmata l’11 dicembre 2018);
  • La petizione in sostegno della studentessa nicaraguense Amaya Eva Coppens, attualmente detenuta in Nicaragua a causa della sua partecipazione al Movimento Universitario 19 de Abril in difesa dei diritti umani.
  • In collaborazione con SAR Italia, e grazie all’appoggio delle colleghe e dei colleghi del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, il nostro ateneo ha promosso sin da Marzo 2020 campagne in supporto di Patrick George Zaki.

In collaborazione di SAR Italia l’Università di Trento ha promosso una campagna in supporto degli/delle studenti/esse e studiose/i bielorusse/i.

Per maggiori informazioni sulle attività di advocacy promosse da Trento insieme alla rete SAR Italia si vada a questo link.

Altre iniziative (summer school)

Summer School: ‘Human Rights Advocacy: Scholars at Risk’ - 22 Giugno 2020 – 24 Luglio 2020

L’Università di Trento ha collaborato con la Open Society University Network (OSUN), il Bard College-New York, e la Roger Williams University all’organizzazione della Summer School intensiva ‘Human Rights Advocacy: Scholars at Risk’. Il corso ha coinvolto 25 studenti provenienti da diversi paesi in un percorso di formazione sul tema della libertà accademica, libertà di espressione e diritti umani, preparazione all’advocacy e sviluppo di una campagna di advocacy in supporto degli studiosi e studenti Uyghur attualmente imprigionati in Cina. Due studenti dei seminari di advocacy di Trento del 2019, Federica Tagliavini e Pietro Carra, hanno supportato le attività di classe in qualità di tutors.

Formazione e Ricerca

Le attività di formazione e ricerca portate avanti da Scholars At Risk hanno l’obiettivo di favorire una maggiore e più diffusa sensibilità sul tema della libertà accademica e dei valori alla base dell’educazione universitaria, non soltanto all’interno della comunità accademica ma coinvolgendo anche istituzioni e società civile.

SAR UniTrento porta avanti queste iniziative dal 2018, in stretta sinergia sia con gli altri membri di SAR Italia sia con le realtà del territorio, nella convinzione che accrescere la consapevolezza di tutti su questi temi sia fondamentale per proteggere la libertà accademica.

Nello specifico, segnaliamo le seguenti attività.

Disseminazione

  • 9 Marzo 2021 Conversazioni sul Futuro - Free Patrick Zaki - Prigioniero di Coscienza: Video.
  • 20-21 novembre 2020 Il Trentino per i Diritti Umani: programma dell’evento
  • Autunno 2020: SAR Italy Speaker series, organizzata dall’Università di Trento, la Scuola Normale Superiore e l’Università di Padova all’interno di SAR Italia;
  • 9-10 Dicembre 2019: International Workshop ‘Refugees and Higher Education: Hosting and Integrating Scholars and Students’, in collaborazione con SAR Italia; 
  • 19 -21 Settembre 2019: Panel ‘Defending academic freedom and freedom of expression. The role of universities and international organisations’, organizzato da Ester Gallo insieme a Claudia Padovani e Francesca Helm (Università di Padova e co-coordinatrici di SAR Italia) all’interno del Convegno CUCS ‘Citizenship and Common Goods’.
  • 3 Settembre 2020  ESOF Panel ‘Forced Out, Welcome In: European Actions for Researchers at Risk’ organizzato dall’UNiversità di trieste in collaborazione con l’UNiversità di Trento e SAr Italia.
  • Febbraio 2019 Winter School ‘Knowledges at Risk’ organizzata dall’Università di Padova e Università di Padova e dall'Università di Trento Summer/winter school (es. Winter School di Padova durante la quale è stata lanciata SAR Italy)
  • Primavera 2018: Ciclo di seminari interdisciplinari ‘Diritti umani e libertà accademiche’.

Progetti/consorzi

Project Inspire del quale UniTrento fa parte.

Contatti

SAR International 

https://www.scholarsatrisk.org/
Email: scholarsatrisk [at] nyu.edu
TEL: + 1-212-998-2179 / FAX: + 1-212-995-4427
411 Lafayette St., 3rd Floor, New York, NY, USA 10003

SAR Italy

Ester Gallo
Università di Trento
Delegata alla solidarietà accademica e internazionale; Scholars at Risk – Italy Co-coordinatrice e membro di SAR International Advisory Committee.
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Via Verdi 26 - 38122 Trento (Italia)
Email: ester.gallo [at] unitn.it
Telefono: 0039 0461 281375.
Skype: ester.gallo-may

Claudia Padovani
Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali e membro dello European Coordinating Committee on Academic Freedom Advocacy
Università degli Studi di Padova
Via del Santo 26
Padova, 35123
claudia.padovani [at] unipd.it

Francesca Helm
Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali
Università degli Studi di Padova
Via del Santo 26
Padova, 35123
francesca.helm [at] unipd.it

SAR UniTrento

Co-coordinatrice di SAR Italia: prof.ssa Ester Gallo, ester.gallo [at] unitn.itscholarsatrisk [at] unitn.it

Referenti SAR di Dipartimento e di Centro in UniTrento

Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (C3A): Dott. Marco Ciolli (marco.ciolli [at] unitn.it)
Centro Interdipartimentale Mente/Cervello CiMeC: Prof. Daniel Adams (daniel.adams [at] unitn.it)
Centro Interdipartimentale di Scienze Mediche Dott. Graziano Lolli (graziano.lolli [at] unitn.it)
Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata – CIBIO: Dott. Alessandro Romanel (alessandro.romanel [at] unitn.it)
Dipartimento di Economia:  Prof. Fabio Pieri (fabio.pieri [at] unitn.it)
Dipartimento di Fisica:  Prof.ssa Daniela Ascenzi (daniela.ascenzi [at] unitn.it)
Dipartimento di Giurisprudenza: Dott. Simone Penasa (simone.penasa [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica: Dott. Marco Ciolli (marco.ciolli [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria e scienza dell'informazione: Prof. Giacomo Oliveri (giacomo.oliveri [at] unitn.it)
Dipartimento di Ingegneria Industriale: Prof. Gian Domenico Sorarù (giandomenico.soraru [at] unitn.it)
Dipartimento di Lettere e Filosofia: Prof.ssa Giovanna Covi (giovanna.covi [at] unitn.it)
Dipartimento di Matematica: Prof. Roberto Pignatelli (roberto.pignatelli [at] unitn.it)
Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive: Prof.ssa Maria Paola Paladino (mariapaola.paladino [at] unitn.it)
Scuola di Studi Internazionali: Dott. Emanuele Massetti (emanuele.massetti [at] unitn.it)
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale: Prof.ssa Ester Gallo (ester.gallo [at] unitn.it

Ufficio accoglienza e servizi al personale

Via Giuseppe Verdi, 6, Trento, TN
Uff.AccoglienzaPersonale [at] unitn.it

Ufficio Equità e Diversità 

Via Calepina, 14 - 38122 Trento
equitadiversita [at] unitn.it