L’Ateneo di Trento riflette costantemente in modo critico sulle proprie pratiche didattiche, al fine di distinguere ciò che merita di essere conservato e ciò che può portare a risultati migliori se insegnato in un altro modo. L’innovazione, la sperimentazione e la multidisciplinarità sono punti cruciali nell’individuazione degli obiettivi strategici presentati di seguito.

Innovare i metodi di insegnamento

L’innovazione riguarda sia le modalità di insegnamento (ad esempio, l’uso di esercitazioni e approfondimenti su base seminariale che accompagnino e approfondiscano le lezioni frontali e vedano la partecipazione attiva dello studente), sia l’organizzazione delle attività didattiche (ogni struttura, valutando l’attuale allocazione dei docenti tra i corsi insegnati, può liberare risorse che consentano di ridurre il numero di studenti e studentesse dei corsi eccessivamente numerosi). L’Ateneo può inoltre contribuire al miglioramento promuovendo l’istituzione di una Task force per l’innovazione nella didattica volta a favorire su base volontaria la discussione delle esperienze didattiche tra colleghi, agevolando così la diffusione orizzontale dell’innovazione.

Sperimentare forme di apprendimento innovative

L’Università di Trento offre già oggi ai propri studenti e studentesse un ampio ventaglio di opportunità formative non tradizionali: tirocini, laboratori, seminari di credito, stage, attività congiunte con realtà esterne, attività di gruppo e servizi per l’acquisizione di competenze trasversali. Vi è tuttavia la consapevolezza che esistano, all’interno delle risorse esistenti, ulteriori spazi per aumentare l’offerta e che essa possa essere ampliata, integrandola in modo più efficace all’interno del percorso didattico.

Favorire la regolarità del percorso formativo

Occorre prevedere azioni sistematiche per conseguire il titolo di studio nei tempi previsti e diminuire i tassi di abbandono. Le strutture dell’Ateneo devono riflettere su come conseguire questo obiettivo senza abbassare gli standard formativi richiesti, attraverso, ove necessario, un ripensamento organizzativo e didattico. A questo fine va anche valutata la sperimentazione di forme più flessibili di percorso formativo, soprattutto per gli studenti lavoratori e le studentesse lavoratrici e e anche per gli atleti e le atlete che devono conciliare studi universitari e pratica professionale.

Aumentare la multidisciplinarità dei percorsi di studio

Occorre ridurre al minimo le barriere che ostacolano la mobilità degli studenti e delle studentesse tra i Dipartimenti dell’Ateneo, bilanciando la necessità di un’adeguata formazione disciplinare con l’arricchimento che deriva dalla contaminazione con altre discipline. Va agevolata, ove possibile, la scelta di insegnamenti presso altri Dipartimenti per quanto riguarda i crediti liberi attraverso una maggiore flessibilità dei piani di studio, la scelta di lauree magistrali in discipline diverse da quelle nelle quali si è conseguita la laurea triennale e, al contempo, va perseguito lo sviluppo di lauree magistrali interdipartimentali.

Favorire l’acquisizione delle competenze trasversali

Sulle carriere future degli studenti e delle studentesse, e sulla qualità stessa dell’esperienza universitaria, incide anche la possibilità di acquisire competenze trasversali a integrazione dell’attività formativa ordinaria. Si tratta di abilità cognitive, emotive e relazionali di base che permettono alle persone di operare con competenza sul piano individuale e sociale e di scegliere un comportamento positivo e adattivo per far fronte efficacemente alle sfide della vita quotidiana (soft skills e life skills). Tali abilità consentono di sostenere lo studente nell’uso e nella valorizzazione delle conoscenze e capacità specialistiche accademiche acquisite durante il percorso di studio e possono diventare un punto di forza del “modello trentino”. L’Ateneo deve dotarsi degli strumenti utili a riconoscere le esperienze di apprendimento non formale, oltre ad avviare una riflessione sull’offerta di esperienze che favoriscono la crescita socio-culturale e civica dello studente (attività sportive, culturali, musicali, promozione di occasioni di socializzazione, collaborazioni 150 ore, rappresentanza studentesca, contamination lab).

Rafforzare le competenze linguistiche

Obiettivo cruciale è che tutti gli gli/le studenti/studentesse abbiano conseguito un livello B2 in inglese al completamento del proprio percorso triennale, obiettivo da raggiungere sia premiando in fase di accesso gli studenti che abbiano già acquisito queste competenze, sia rafforzando l’offerta formativa e le esperienze all’estero nel corso del triennio. Espandere l’offerta formativa in lingua inglese sui tre livelli di insegnamento (triennale, magistrale, dottorato) è anch’essa una priorità che, oltre a favorire l’obiettivo appena esposto, costituisce una pre-condizione per l’aumento della mobilità internazionale degli studenti. Inoltre l’Ateneo riconosce il valore culturale dell’apprendere altre lingue oltre all’inglese e si impegna a diversificare l’offerta delle lingue insegnate per dare l’opportunità agli gli/le studenti/studentesse di sviluppare la competenza plurilingue come valore di una cittadinanza attiva.

Favorire i tirocini e le permanenze all’estero

Gli stage in enti esterni e le permanenze all’estero hanno già dato ottimi risultati in termini di prospettive lavorative. È fondamentale favorire la diffusione di queste esperienze in tutti gli ordini di studio, garantendone la qualità formativa, e raccordandole all’obiettivo di regolarità del percorso.

Ampliare il bacino di reclutamento dei potenziali studenti

L’adozione di strumenti di selezione in ingresso, da somministrare anche all’estero, deve essere perseguita in modo più sistematico. Oltre a questo, è però necessario progettare e attuare nuove modalità di orientamento per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, in collaborazione fattiva con i loro insegnanti, con particolare attenzione agli studenti del nostro territorio. Occorre, intensificare gli sforzi per sviluppare e qualificare la capacità dei Dipartimenti e dell’Ateneo di attrarre studenti verso la propria offerta formativa per le lauree di secondo livello, rafforzando anche la strategia di comunicazione di Ateneo sia per la promozione del reclutamento studentesco, sia per la diffusione dei risultati della ricerca.